CORSO DI ACQUAMOTRICITÀ
GENITORE-BAMBINO

Quello che proponiamo con il corso "Genitore-Bambino" è un momento educativo teso alla scoperta di se stessi e delle proprie risorse.

La piscina offre uno spazio di sperimentazione estremamente ricco e rappresenta l'occasione per l'esplorazione e l'educazione psicomotoria della prima infanzia permettendo situazioni e movimenti ancora impossibili sulla terra ferma, questo per le peculiarità che offre l'acqua: una parziale assenza di peso.

Il ruolo del genitore è quello di infondere al bambino sicurezza e tranquillità, svolgendo un programma ben definito che porterà il genitore ed il bambino ad una corretta conoscenza dell'acqua. Giocando esprimono la propria intelligenza, la fantasia, la socialità, l'abilità motoria; pian piano il bambino diventa indipendente ed è così pronto ad iniziare i successivi passi per un'acquaticità completa, che gli permetterà di affrontare da solo l'elemento acqua.

L'età minima per iniziare un corso in piscina è intorno ai tre mesi, dopo le prime vaccinazioni.

A questa età i processi di termoregolazione gli consentono di adattarsi agevolmente a temperature nell'ordine di 30 gradi.

La precocità dell'intervento è legata al fatto che con un inizio precoce il bambino incontra meno difficoltà infatti non ha ancora sviluppato ansie e paure, questo abbrevia i processi di adattamento.

 

1) Primo Stadio: "L' Ambientamento"

 

Si tratta di un massaggio molto dolce, serve per rilassare (massaggio indiano Shantala), viene fatto a bordo vasca dal genitore, su di un tela di spugna e può variare in base al tempo che si ha a disposizione (almeno 10 m') il bambino ha così contatto visivo, fisico e verbale.

 

2)Secondo stadio: "L'entrata in acqua”

 

Lentamente la mamma scende in acqua sempre con il bambino in braccio, parlandogli e giocando con lui, poi lo immerge lentamente partendo dai piedi ed arrivando a fargli appoggiare la nuca nell'acqua, sostenendolo in modo che ancora il viso non si bagni. Avvolgendo a se il bambino con sicurezza e mantenendo un contatto viso a viso, la madre si immerge insieme a lui.

 

3) Terzo stadio "Il primo distacco dal genitore”

 

Per distacco si intende l'acquisizione di un discreto equilibrio che garantisce autonomia in acqua. Questo lo si può ottenere con l'aiuto di galleggianti che il genitore propone al bimbo. Gli accessori più utili sono il tubo, il materassino ed il salvagente.

Inizialmente il bimbo lo si vedrà impacciato come anche il genitore. Entrambi devono acquisire sicurezza e dimestichezza. Il compito dell' Istruttore è quello di agevolarli.

 

4) Il quarto stadio “L 'equilibrio”

 

Il compito del genitore sarà di sostenere ed equilibrare il bimbo attraverso il galleggiante e non con presa diretta. In acqua il genitore può far scoprire l'autocontrollo del proprio corpo e l' equilibrio, proprio per le peculiarità che offre l'acqua. Si ha così un primo vero distacco dal genitore, il bimbo è sorretto ma è da solo. E' lui che gestisce il suo corpo ed i suoi movimenti; è solo lui, che interagisce con l'esterno.

 

5) Quinto stadio: L’indipendenza dei movimenti”

 

Raggiunta l'autonomia di equilibrio nei dondolamenti il bimbo inizia a sperimentare i primi spostamenti, da prima rotatori su se stesso e poi in avanzamento.

 

6) Sesto stadio: “ L’acqua sul viso e l’immersioni”

 

Per cominciare si bagnerà solo il capo e i capelli senza bagnare il viso. In un secondo momento poco distante dal primo si proverà a far scorrere qualche goccia d'acqua dalla testa sul viso per osservare l'espressione, e così via. L'acqua sul viso deve diventare una lenta abitudine se si vogliono ottenere risultati positivi con l'immersioni. L'immersione a questa età se proposta ed eseguita nel modo corretto è piuttosto semplice e viene accettata di buon grado. Il tutto deve avvenire in modo dolce e omogeneo mai con un effetto violento ed improvviso.

 

A cura degli istruttori della piscina palestra Fidia - Asti

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