LASILO NIDO Inserisco questo argomento perché mi sembra che ci sia in atto una lunga discussione sulla necessità o meno di inserire i bambini portatori di handicap allasilo nido. In realtà la discussione riguarda un po tutti i bambini, molti pediatri infatti sconsigliano una scolarizzazione così precoce per timore delle frequenti infezioni in cui andrebbero incontro. Per quanto riguarda i nostri bambini pare che la preoccupazione dei pediatri, e anche di molti centri che si occupano in specifico della loro riabilitazione, sia quella che gli asili offrano stimolazioni eccessive, che frastornino i piccoli o addirittura gli creino vere e proprie frustrazioni. A mio parere questa preoccupazione è infondata ed è dovuta al fatto che il più delle volte non si conoscano le attività che si svolgono allinterno di essi. In primo luogo lasilo nido non è una struttura scolastica, ma educativa, e questo non è un giro di parole, infatti allinterno del nido non si insegna nulla, come avviene nella scuola per linfanzia, si cerca soltanto di educare il bambino a sviluppare al meglio le proprie potenzialità e abilità. Per fare questo si parte sempre dal vissuto del bambino e da quello che lui normalmente fa, cercando solamente di strutturarlo. Faccio un esempio, sappiamo tutti quanto piace ai bambini frugare nei cassetti, in asilo gli si propone il cestino dei tesori che è un cestino in vimini contenente oggetti di uso comune, di vario materiale di varia consistenza, che offre una varietà ricchissima di stimoli (ho dedicato una pagina apposta per spiegare luso dei cestini). Hai bambini piace molto travasare la sabbia, nellasilo si propongono varie attività di travaso tra cui quella con la farina di mais che è lelemento più strutturalmente simile a questa, in più ha il vantaggio di essere commestibile e di non sporcare. I nidi sono divisi in sezioni di età omogenea, ognuna di queste sezione è divisa in piccoli gruppi facenti capo ad un educatrice di riferimento. Il numero dei bambini allinterno dei gruppi varia a seconda delletà, normalmente è di un adulto ogni quattro bambini nel primo anno, uno a sei nel secondo anno e uno a otto nel terzo. Leducatrice di riferimento cura in modo particolare linserimento, che avviene in modo graduale con un genitore presente, segue i piccoli nelle attività di gioco a seconda dei turni ma è sempre presente negli importantissimi momenti di routine pranzo, cambio, e sonno. Per quanto riguarda i piccoli portatori di Handicap normalmente leducatrice del gruppo viene appoggiata da unassistente, e dove questo non è possibile le viene diminuito il numero dei bambini, perché sia fatto salvo il più possibile il rapporto individuale. Il vantaggio che ne hanno i piccoli e quello di trovarsi in una situazione arrichente senza essere opprimente, perché gi stimoli possono anche solo arrivare dal tipo di arredo presente negli spazzi strutturati appositamente, per cui non è necessario svolgere attività specifiche di continuo, basta lasciare i bambini tranquilli negli ambienti. I piccoli si trovano inseriti allinterno di gruppi di bambini di età cronologica identica, che sono indubbiamente di stimolo, ma vengono anche in contatto con bambini di età analoga alla loro età neurologica; questo gli permette di non subire mai frustrazioni. In nessuna delle attività che si svolgono si richiede un prodotto finito, unici fini che ci si pone nella programmazione sono il raggiungimento dellautonomia secondo le possibilità individuali e la stimolazione sensoriale. Il poter vivere con altri bambini è sempre e comunque arricchente. Perciò a mio parere si agli asili, da vivere con serenità, ma anche un po di criterio, le educatrici non possono e non devono sostituire i genitori nel difficile compito di educatori, ma possono appoggiarli e consigliarli. Gli orari di permanenza non devono essere troppo estesi, sempre che le esigenze lavorative dei parenti non lo richiedono. |
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