Clementina e la musica

Che alle persone con sindrome di Down piaccia la musica è una cosa risaputa e Clementina non fa di certo eccezione.
Fin dalla nascita è stata stimolata con l’ascolto di brani di musica classica e filastrocche, ma a dire il vero lei ha dimostrato di apprezzare molto anche la musica da discoteca, avrà un futuro da cubista.
Dall’ottobre scorso la piccola è stata inserita in un progetto di musicoterapia finanziato dalla regione, la sua insegnante Serena Coreggia suona in un gruppo di musica mediovale, e lavora in un centro per disabili. quindi la persona giusta al posto giusto.
Ho chiesto a Serena se poteva scrivermi una relazione su l’attività che svolge con Clementina e lei molto gentilmente mi ha ascoltato, la trascrivo perché la ritengo molto interessante.


Bussi Clementina partecipa regolarmente dal mese di ottobre 2003, a sedute individuali di musicoterapia della durata di circa 45 minuti, a cadenza settimanale.
La madre è stata presente nel corso della prima seduta, per consentire alla bambina di conoscermi e di abituarsi alla mia presenza, in seguito, tutte le sedute si sono svolte in assenza delle figure genitoriali.
Clementina ha assunto fin da subito un atteggiamento decisamente esplorativo e dinamico nei confronti del setting e degli strumenti musicali, atteggiamento che caratterizza lo svolgersi di tutte le sedute e che favorisce la relazione oggettuale e l’interazione con me.
Il dialogo sonoro, veicolato dall’uso di strumenti musicali idiofoni e a percussione, e la risonanza corporea (con Clementina talora seduta o adagiata sulla coda del pianoforte) sono le due dimensioni fondamentali su cui si fonda la relazione di musicoterapia.
Clementina utilizzava nelle prime sedute prevalentemente strumenti a lei noti, quali campanelli e maracas, ma gradualmente la sua esplorazione si è estesa all’intero gruppo strumentale, esclusi i fiati.
La bambina fa suonare ogni oggetto che le propongo o che lei riesce a raggiungere, accompagnando talora con il movimento ondulatorio del busto e/o con la voce (sulle vocali “a”,”e”; ora anche con le sillabe “ta”, “ta”) il suono da lei stesso prodotto. Crea brevi frammenti ritmici, anche in risposta alle mie proposte sonore, rispettando in diverse occasioni, l’alternanza IO/TU nel dialogo sonoro.
La relazione e tutto ciò che viene agito nelle sedute sembra coinvolgere Clementina in modo globale e corporeo; ritmo e melodia, in particolare, costituiscono per lei un importante stimolo alla motricità e alla vocalizzazione.
Nel corso di questi mesi si è verificato un progressivo ma veloce passaggio da una dimensione di orizzontalità rispetto allo spazio (con Clementina inizialmente protesa verso l’oggetto interessato, ma incapace di raggiungerlo autunomamente) ad una dimensione di verticalità e movimento: ora la bambina è in grado di esplorare tutto lo spazio gattonando, arrivando a suonare gli strumenti anche più lontani e più grandi ( xilofono, metellofono, bonghi ) utilizzando sia le mani sia i battenti.
Clementina si mantiene costantemente in relazione (fin dalla prima seduta, non ha mai mostrato preoccupazione o ansia nel trovarsi sola con me ), attraverso il contatto oculare il sorriso, la voce, il suono. Talora arriva al setting addormentata; la seduta, in questi casi, ha inizio con un momento di rilassamento corporeo, con Clementina adagiata sulla coda del pianoforte, cullata da melodie di “ninna nanna”

La musicoterapista Serena Correggia

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