LA MIA GIORNATA TIPO.

Ora che ho quasi tre mesi e incomincio a sgambettare la mamma mi ha attrezzato uno spazio tutto mio. Ha messo per terra una coperta su cui ha sparso alcuni sonaglini, ha appeso uno specchio in modo che mi possa specchiare e al mattino quando Ciuchino è all’asilo ci accomodiamo tutte e due li.

Lo sapevate che il primo senso che sviluppiamo e usiamo è l’olfatto, ci serve per riconoscere il latte della mamma fra mille, e la mia mamma ha pensato di esercitare per prima questa mia capacità. Ha preso i tulle avanzati dalle bomboniere del battesimo, e ne ha fatti dei sacchetti, in uno ha messo dei chicchi di caffè, in un altro delle stecche di vaniglia, in un altro la cannella, uno con la noce moscata, con i chiodi di garofano c’è anche quello con il cioccolato, il mio preferito, e via dicendo e ha preparato il cestino dei profumi, mi propone un sacchetto alla volta avvicinandomelo al viso.

Sta anche raccogliendo il materiale per i cestini della carta e della stoffa che mi metterà a disposizione quando inizierò ad usare le manine.

Il cestino che più le dà da fare e quello detto dei tesori, non temete non ha svaligiato una banca o una gioielleria, in questo cesto andranno oggetti di legno come cucchiai anelli per tenda, scatoline, grossi tappi di sughero quelli da damigiana, pezzi di catenella, un pennello da barba, una rotella per gli agnolotti, un tappo per la vasca da bagno un riduttore per rubinetti e via dicendo; unico materiale bandito è la plastica. Mi metterà a disposizione questo ben di Dio quando inizierò a stare seduta; come sempre lei si siederà vicino a me e mi proporrà le cose se io non ci penserò da sola.

Ho anche molti giocattoli veri alcuni ereditati dai fratelli altri proprio miei, ma i cestini secondo la mia mamma sono più stimolanti. I cestini multisensoriali ovviamente si possono anche acquistare nei negozi di didattica ma perché privare le mamme della soddisfazione di creare qualcosa da loro. L’importante è che non si stanchino mai di proporci le attività anche quando dovranno rifare le stesse cose decine di volte, per far nostra un’esperienza abbiamo bisogno di ripeterla per assimilarla il più possibile.

Mio fratello Davide si è fatto raccontare la stessa fiaba talmente tante volte che l’aveva imparata a memoria e ora se la ricorda ancora.

Mentre gioco sul tappeto ascoltiamo anche della musica, mi piace molto. Quando papà ha saputo che avrei avuto delle preferenze per Mozart ha comprato l’opera omnia, finirò di sentirla tutta verso il diciottesimo compleanno.

Al pomeriggio arriva Claudia e la sesta flotta salpa alla volta della scuola di Carlo, Michele torna dall’asilo a mezzogiorno. Anche stare fuori mi piace molto, incontriamo sempre qualcuno che mi fa i complimenti, in verità la mamma sospira un po’ quando mi dicono che ho un bel naso a patata, ma pazienza.

Ma il momento della giornata che mi piace di più è alla sera, quando mi fanno il bagnetto e il massaggio.

Tutte quelle carezze mi mandano in sollucchero e mi beo tra le mani della mamma, lei continua a dire che invece dell’olio di mandorla usa quello che brucia nella lampada davanti al Gesù Bambino di Praga nel santuario di Arenzano chissà?

Io e la mamma parliamo molto, in realtà per ora e lei a parlare io ascolto, tutte le volte che compie un gesto su di me me l’annuncia e chiede la mia collaborazione. Come ad esempio quando mi veste, per mettermi la maglia mi chiede di infilare la manica, poi attende un mio movimento spontaneo del braccio e lo guida verso la manica, così oltre a imparare delle parole nuove comprendo i movimenti più appropriati per raggiungere il più velocemente possibile la tanto sospirata autonomia.

Anche per mangiare funzione lo stesso discorso, lei mi chiede di aprire la bocca che c’è il biberon, poi aspetta che io l’apra spontaneamente e mi infila dolcemente la tettarella fra le labbra, alla fine di ogni operazione mi ringrazia per la collaborazione. Cerca di evitare di dirmi che sono stata brava, anche se ogni tanto le scappa.

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